TANTO VALE VIVERE



      Dorothy Parker (1893-1967), ebrea, giornalista mondana e culturale, conservatrice aguzza soprannominata la "donna più spiritosa di New York", autrice di pochi ma memorabili libri (versi, racconti) e di alcune sceneggiature per il cinema, due mariti, molti cani fedeli e amanti fedifraghi, schiantata dalla persecuzione politica, logorata dall'alcol e dalla solitudine.Una donna creativa la cui passione per l'infelicità non aveva limiti.
Soffrì per l'impatto con l'ipocrisia della middle-class americana dell'epoca e con le restrizioni imposte dal maccartismo; inoltre essendo nata in epoca precedente sentì maggiormente i vincoli di una società costrittiva, conformista e puritana, fortemente limitante e avvilente per una donna libera, intelligente, sensibile e artisticamente capace quale lei fu. Scrittrice, poetessa, sceneggiatrice, giornalista, penna tagliente per cui fu famosa come personaggio pubblico nella New York dell'epoca, ebbe forse un'arma in più a differenza di altre: l'ironia, e soprattutto l'autoironia, quell'insopprimibile vena di 'humor' che le ha consentito di guardare ed evidenziare il disagio di vivere, pur presente in tutte le sue opere, con il sorriso sulle labbra .
Ha scritto commedie, versi - le sue Poesie raccolte (Collected poetry) sono stati pubblicate nel 1944 -, e libri di narrativa tra cui si ricordano: Qui giace (Here lies, 1939), Racconti (Collected stories, 1942). Raggiunse i migliori risultati nel ritrarre con precisione e acre ironia pregiudizi e conformismi del mondo alto-borghese. Negli anni del dopoguerra ha lavorato come sceneggiatrice a Hollywood.


 

 

 

 

 

 

 




TANTO VALE VIVERE

monologhi tratti dai racconti di Dorothy Parker
con
PAOLA BROLATI
e
Paolo Oggian contrabbasso
Enrico Brion pianoforte
Ferruccio Toffoletto saxofoni e flauto



Monologhi tragicomici tratti da testi di Dorothy Parker, tradotti da Paola Brolati.

Negli anni del proibizionismo in America, la protagonista, una donna sola e non più giovanissima, passa con commenti caustici da un locale clandestino, dove è abbandonata ubriaca da un amico ed è costretta a ballare un catastrofico valzer con un energumeno, rimettendoci una giarrettiera, ad una notte senza sonno in attesa di una telefonata, per poi farsi un giro in taxi alla ricerca dei luoghi dov’era stata felice con lui.

Resumé
di Dorothy Parker:

I rasoi fanno male,
i fiumi sono freddi,
l'acido lascia tracce,
le droghe danno i crampi,
le pistole sono illegali,
i cappi cedono,
il gas è nauseabondo…..
Tanto vale vivere.

PREMIO MEMO BENASSI PER ATTORI SOLISTI, A PARMA
SECONDA A MEGLIO SOLI PER ATTORI SOLISTI, A PADOVA